Atleti di canottaggio guariti dal covid: visita medica obbligatoria per il ritorno alle gare

Un atleta durante la visita medico sportiva.

Ci si può allenare dopo essere guariti dal Covid? Sì, ma dopo un’accurata visita medica necessaria per verificare la totale guarigione e per ottenere il certificato di idoneità agonistica denominato “Return to play”. Si tratta di un passo obbligatorio che riguarda decine, se non centinaia di atleti del canottaggio, considerata la vasta incidenza della variante Omicron sul territorio nazionale (e non solo).

Il protocollo e le visite mediche da fare

Quello che potrebbe sembrare uno scrupolo eccessivo è, in realtà, una posizione fondata, che si basa sugli studi scientifici fatti sulle conseguenze che – in alcuni casi – il Covid lascia nell’organismo del paziente guarito. Per questo, nel 2021 il Ministero della Salute ha approvato un protocollo redatto dalla Federazione Medico Sportiva Italiana – e tutt’ora in vigore – che obbliga gli atleti che hanno avuto il covid a sottoporsi alla visita medico sportiva e a precisi esami clinici prima di tornare alle gare.

Per i dettagli, leggi il protocollo del Ministero della Salute ora in vigore.

Vi anticipiamo che questa normativa potrebbe essere aggiornata da nuove regole stilate dalla Federazione Medico Sportiva Italiana e che ridurrebbero i tempi di attesa tra la guarigione e la visita medica, ma solo per una determinata categoria di atleti. Prima di entrare in vigore, il nuovo protocollo dovrà essere approvato dal Ministero della Salute.

I rischi per la salute legati al covid

Ma perché tanta attenzione verso lo stato di salute di chi apparentemente è guarito dal Covid? La risposta arriva dai numerosi studi scientifici italiani e stranieri che hanno evidenziato come questa malattia possa intaccare uno o più organi del corpo, lasciando – in alcuni casi – strascichi più o meno gravi e per un periodo variabile. Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto sulla popolazione britannica, un malato ogni dieci presenta disturbi anche a distanza di tre mesi dalla fine della fase acuta. Uno studio del King’s college di Londra, fatto su quattro milioni di persone, ha mostrato che sessantamila di loro hanno riportato alcuni disturbi per più di tre mesi dopo la fine della fase acuta. Sempre secondo lo studio britannico, ecco le conseguenze più frequenti su chi ha avuto il covid.

  • stanchezza cronica
  • senso di costrizione toracica
  • stati di confusione mentale
  • problemi gastrointestinali
  • dolori articolari
  • mal di testa e vertigini
  • insonnia
  • problemi cardiaci e diabetologici
  • danni ai polmoni, al cuore e ad altri organi interni

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