“Lo sport diventi un diritto costituzionale”. Il sogno (e la petizione) di Mauro Berruto

Mauro Berruto, ex ct della Nazionale di pallavolo.

Lo sport? Potrebbe diventare un diritto costituzionale. A proporlo è Mauro Berruto, ex commissario tecnico della Nazionale di pallavolo, bronzo a Londra 2012. Le conseguenze concrete della riforma sarebbero profonde per l’Italia: lo sport acquisterebbe per lo Stato un’importanza di rilievo tale da consentire profondi cambiamenti sul piano sociale, culturale, lavorativo ed economico. Per riuscire nel suo intento, Berruto ha lanciato una petizione pubblica (firma anche tu), tramite la piattaforma culturale Cultura Italiae.

“È definitivamente arrivato il tempo di considerare lo sport come bene essenziale, inserire la parola “sport” nella nostra Costituzione e capovolgere un paradigma: definire e normare il diritto allo sport, come si fa con istruzione e salute”, spiega Berruto, che è stato anche amministratore delegato della Scuola Holden di Torino. Il diritto costituzionale allo sport è la strada maestra per costruire un modello nuovo e generare “cultura del movimento”. Una follia? Forse. “Anche la follia merita i suoi applausi”, disse Alda Merini. Inizia una grande partita. Sarò voce di tutti coloro che vogliono credere che questa follia possa diventare realtà”.

Alla proposta di Berruto e di Cultura Italiae ha aderito un comitato di giuristi che sta lavorando al progetto di riforma costituzionale con l’obiettivo di impegnare trasversalmente tutte le forze politiche. I professori di Diritto Costituzionale coinvolti sono: Alfonso Celotto, Francesco Clementi, Davide De Lungo, Enrico Lubrano, Marco Plutino, Pierluigi Petrillo e Ida Nicotra.

Firma anche tu la petizione per inserire la parola “sport” nella Costituzione italiana.

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