La psicologia dell’atleta: i segreti, il metodo, i valori dei campioni di canottaggio. Lo studio di Luisa Cioce (prima parte)

Luisa Cioce e Roberto Romanini alla Canottieri Esperia.

Il canottaggio scuola di vita, capace di insegnare metodo, disciplina, determinazione, spirito sacrificio, rispetto delle regole. Ma anche l’abilità di reagire alle avversità, di trasformare gli ostacoli in opportunità. Capacità impresse come un marchio di fabbrica nel cuore e nella mente di migliaia di giovani atleti. Di questo tratta la tesina con cui Luisa Cioce, ex atleta torinese, è diventata allenatrice di 1° livello.

Luisa Cioce.

L’ANAC ha deciso di pubblicare alcune parti del suo lavoro, per gli spunti preziosi ottenuti attraverso le interviste a ex campioni del nostro sport: Elia Luini, Leonardo Pettinari, Giorgio Tuccinardi, Marco Vitale e Alin Zaharia. Ne è nata una raccolta di frasi, riflessioni, metodi che svelano come questi atleti siano riusciti a primeggiare nel canottaggio E noi, grazie al lavoro analitico di Luisa, li mettiamo a disposizione di allenatori e atleti.

Elia Luini (a sinistra) e Leonardo Pettinari.

Di seguito, la prima parte della tesi.

LA PSICOLOGIA DEL CANOTTIERE E LE CAPACITÀ CHE VENGONO ALLENATE

INTRODUZIONE«Quando la vita rovescia la nostra barca, alcuni affogano, altri lottano strenuamente per risalirvi sopra. Gli antichi connotavano il gesto di tentare di risalire sulle imbarcazioni rovesciate con il verbo resalio. Forse il nome della qualità di chi non perde mai la speranza e continua a lottare contro le avversità, la resilienza, deriva da qui». – Pietro Trabucchi, psicologo dello sport.

Luisa Cioce: «Ho voluto incentrare il mio percorso facendo focus sugli aspetti caratteriali che l’atleta di canottaggio sviluppadurante l’agonismo svolto in età giovanile, quali resilienza, determinazione, metodo e disciplina e di come questi, in età adulta, si trasformino in una leva importante per affrontare le difficoltà e gli ostacoli che la vita ti sottopone.

L’IMPORTANZA DELLA SQUADRA: IL “MIRACOLO” DI GIORGIO TUCCINARDI E DEL SUO 8+ RAGAZZI

Al Supercampionato italiano di Varese Giorgio ha dimostrato di fare la differenza, lavorando sulla testa dei ragazzi. È riuscito a mettere su un 8+, esattamente con 8 ragazzi a disposizione, senza alcuna riserva: nessun imprevisto era ammesso. Giorgio ha dimostrato che, lavorando insieme per obiettivi comuni e condivisi e trasmettendo ai ragazzi i giusti valori, e il loro giusto valore, sia stato possibile arrivare al risultato, senza partire dalla pura performance ma partendo dalla costruzione di una barca, dove ci si sacrifica per l’altro, dove è fondamentale dare quello che la barca chiede e stare con gli altri, dove è fondamentale rimanere uniti e voler vincere più degli altri.

L’8+ del Caprera campione italiano 2020 con l’allenatore, Giorgio Tuccinardi.

LA GESTIONE DELLO STRESS PRE-GARA

Sulla gestione dello stress pre-gara, Giorgio sottolinea che bisogna pensare alla gara in partenza,
quando fanno l’appello gara, non prima.
Durante il riscaldamento bisogna pensare al riscaldamento, durante l’allungo del riscaldamento bisogna pensare all’allungo del riscaldamento. Se si inizia a pensare alla gara, si perdono di vista le cose importanti ovvero arrivare ben preparati e caldi alla partenza. E i ragazzi hanno dimostrato di saperlo fare.

*Nel prossimo articolo, la parte della tesi dedicata alla gestione della crisi in allenamento e in gara.

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