Giovanni Calabrese, “Allenatore dell’anno” per la FIC: “Nel canottaggio non contano solo le vittorie”

Giovanni Calabrese. Foto da Facebook.

Dici Canottieri Gavirate e pensi a Giovanni Calabrese. Sì, perché se il club varesino è da tre anni consecutivi la prima società d’Italia e da venti sempre ai vertici della classifica generale nazionale è anche grazie a lui. Uomo di poche parole, concreto, ma sempre pronto a regalare un sorriso, il tecnico siciliano – bronzo olimpico a Sydney 2000 – è oggi il simbolo di una società che ogni anno colleziona titoli mondiali, europei e italiani (solo al Varese 2000 ne ha vinti 13!) grazie ai campioni che con pazienza e perizia forgia sulle acque di Gavirate.

Nicola Sartori e Giovanni Calabrese ai Giochi olimpici di Sydney. Foto Gettyimages.

La qualità più importante è credere in se stessi

Due su tutti: Federica Cesarini – oggi tesserata per le Fiamme Oro – capovoga del doppio olimpico pesi leggeri con cui è vicecampionessa europea 2020. E poi Nicolò Carucci, campione europeo 2020 in singolo Under 23 e giovane promessa del remo italiano. A loro, come a tutti gli altri suoi atleti, Calabrese ha trasmesso valori come disciplina e perseveranza. E poi l’essenza di questo sport: la capacità di credere in se stessi. Una qualità che, prima di ogni altra, deve fiorire nella mente di uno sportivo. Quella stessa virtù che ha fatto di Giovanni il più grande singolista italiano di sempre, prima che l’allenatore che è oggi. Insomma, Calabrese è un autentico monumento per l’Italia remiera, tanto che la Federazione italiana canottaggio lo ha premiato come Allenatore dell’anno per il 2020.

Giovanni Calabrese (a sinistra) e Nicolò Carucci dopo l’oro europeo 2020. Foto da Facebook.

Contano le vittorie, ma anche il bene che si compie

Un riconoscimento che non sazia Calabrese. Da sportivo sa meglio di ogni altro come, incassata una vittoria, bisogna rimettersi al lavoro. Per vincere, sì. Ma non solo. “Una società sportiva non si distingue solo per le vittorie che ottiene e le medaglie al collo dei suoi atleti ma anche per il bene che compie nella realtà in cui è chiamata a operare», spiega al Corriere della sera Calabrese, riferendosi all’attività che la Canottieri Gavirate ha intrapreso nel mondo della disabilità, ormai da più di vent’anni, grazie anche a Paola Grizzetti, moglie del tecnico siciliano, la donna che ha aperto il canottaggio al mondo della disabilità. E che oggi è a capo della Commissione Pararowing della FISA. Un grande orgoglio per l’Italia, per la Canottieri Lugano – dove oggi lavora Paola – ma anche la Canottieri Gavirate di Giovanni Calabrese, luogo d’incontro, di crescita. Scuola di vita.

Rivedi l’intervista “Il singolista” a Giovanni Calabrese, Nicolò Carucci e Simone Martini sul nostro canale Facebook, Anacrowing.

Rivedi l’intervista “Canottaggio e disabilità” a Paola Grizzetti, Anila Hoxha e Paolo Ramoni sul nostro canale Facebook, Anacrowing

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